Bologna – 28 settembre – Aggressioni al personale ferroviario sempre più frequenti, soprattutto in Emilia-Romagna? Per affrontare il problema “l’azienda di trasporto regionale deve fare la sua parte”, tenendo comunque presente che la situazione non si esaurisce all’interno dei vagoni. Per l’associazione di tutela dei consumatori Udicon, infatti, è una questione che non si può risolvere con “azioni sporadiche di controlli”: questo il parere di Vincenzo Paldino, presidente di Udicon Emilia-Romagna, nel corso di un’intervista all’Agenzia Dire.

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“Questo è un problema sociale, determinato anche dalla situazione che stiamo vivendo”, e va affrontato in tutta la sua complessità, che si ripercuote sul bullismo a scuola, sulle aggressioni ai capotreno nelle stazioni, sulle aggressioni che vediamo nei centri storici ai commercianti, quando chiudono il negozio arrivano con i bastoni, sugli imbrattamenti delle città…”: aggiunge.

“Detto questo, però, la situazione a bordo si può affrontare”: secondo Vincenzo Paldino, presidente di Udicon Emilia-Romagna, che ritiene che la prima soluzione sia “potenziare il personale, inevitabilmente, in alcune tratte e in alcuni orari”, altrimenti “il rischio è che il capotreno si chiuda in cabina perché ha paura di girare lungo il convoglio lasciando da soli, in balia di piccoli delinquenti, i viaggiatori”, spiega il numero uno dell’associazione alla ‘Dire’.

La diretta conseguenza è che “il personale viaggiante che circola nelle ore notturne specialmente, abbia legittimamente paura e di conseguenza non c’è un controllo”. Per cui più personale, magari “mettendo anche degli steward”, sulle tratte serali, su quelle più calde, in questo momento “darebbe maggiore sicurezza a chi viaggia”. Ad ogni modo, avverte Paldino, “il problema è sociale che va affrontato nella sua complessità e non si risolve solo con quello. Chiaramente, nel breve periodo, quello può essere una risposta ai cittadini”, conclude Paldino nel suo intervento ripreso dall’Agenzia Dire.