(Sesto Potere) – Bologna – 14 gennaio 2023  – L’assemblea dell’Agenzia di Stampa Dire ha comunicato – in una nota pubblicata nel sito web dire.it – di ritenere “inaccettabile il mancato pagamento degli stipendi di novembre e dicembre” e per questo ha proclamato una giornata di sciopero, tornando a chiedere all’azienda di “procedere al più presto con il saldo dei pagamenti”.

Alla situazione “già gravissima del ritardo nel pagamento degli stipendi”, i giornalisti dell’Agenzia di Stampa Dire aggiungono “lo sconcerto per la proposta di piano di riorganizzazione presentata dall’azienda e ricevuta dal CdR, che individua circa 20 esuberi”.

Infine, l’assemblea dell’Agenzia di Stampa Dire esprime: “netta contrarietà nei confronti di questo documento, che presenta profili fortemente discriminatori e punta a spaccare lo spirito di solidarietà interno alla redazione. Non pone inoltre nessuna iniziativa per il rilancio e la sostenibilità dell’attività dell’azienda, eludendo gravi criticità a livello organizzativo”.

In forza di queste valutazioni l’assemblea delle giornaliste e dei giornalisti dell’Agenzia di Stampa Dire ha deliberato – oltre alla prima giornata di sciopero che s’è svolto l’11 gennaio – un secondo giorno di sciopero da proclamare “a breve se non vi saranno notizie positive sugli stipendi” da parte dell’azienda; e lo sciopero ad oltranza delle firme e l’astensione dal caricamento dei pezzi sul sito internet per i redattori che non fanno parte della redazione web.

I grafici dell’Agenzia di Stampa Dire esprimono la massima solidarietà ai lavoratori dell’Agenzia di Stampa Dire.

“«”La nostra massima solidarietà alle colleghe e ai colleghi dell’Agenzia Dire in sciopero – si legge in una nota dell’Aser-Associazione della Stampa Emilia-Romagna -. Pensare di svolgere un compito fondamentale come quello affidato all’informazione primaria a partire da tagli ed esuberi senza nessuna iniziativa di rilancio equivale a calpestare non solo il lavoro e i lavoratori stessi, ma mette a rischio la continuità produttiva dell’agenzia. Saremo al fianco dei colleghi e delle colleghe nelle loro azioni di lotta e invitiamo sin da subito l’editore a tornare sui propri passi e a provvedere quanto prima alle spettanze non pagate fino a qui”.

E in queste ore si moltiplicano i messaggi di solidarietà da operatori della comunicazione, deputati e senatori di tutte le forze politiche, consiglieri regionali e comunali di tutta Italia, sindacalisti e dirigenti politici, sindaci e presidenti di Regione.

 “Esprimo solidarietà ai giornalisti dell’Agenzia di stampa Dire e a tutti coloro che vi lavorano. Si tratta di una realtà nazionale fortemente radicata nei territori, a partire dall’Emilia-Romagna e dalla redazione di Bologna. Auspico davvero che si possano creare condizioni che evitino l’impoverimento editoriale di una testata importante nel panorama dell’informazione italiana e che garantiscano la piena salvaguardia occupazionale e dei diritti acquisiti”: afferma il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, nel giorno in cui scioperano i giornalisti della Dire.

“Esprimo piena solidarietà ai giornalisti dell’agenzia di stampa Dire e preoccupazione per le criticità che stanno affrontando in questa fase. Abbiamo modo quotidianamente di incontrarci nell’esercizio delle nostre attività e conosco la qualità del loro lavoro. Per questo credo sia fondamentale mantenere alta l’attenzione su questa vicenda, anche dopo lo sciopero degli scorsi giorni, per scongiurare l’ipotesi di tagli al personale nelle redazioni, che porterebbero alla perdita di un prezioso presidio per l’informazione nel nostro territorio. Auspico possa trovarsi in tempi rapidi una soluzione per garantire sia i livelli occupazionali che i diritti dei lavoratori”: il messaggio del sindaco di Bologna Matteo Lepore.

Anche Cgil Bologna, Cisl Area metropolitana bolognese e Uil Emilia Romagna esprimono solidarietà ai giornalisti dell’Agenzia di stampa Dire: “La professionalità e le competenze dei giornalisti della redazione bolognese – dichiarano Cgil Cisl e Uil nella nota congiunta – sono un patrimonio prezioso per il territorio e per l’informazione locale e devono pertanto essere preservati e mantenuti. Siamo e saremo al fianco dei giornalisti per sostenere la vertenza”.