Aeroporto Forlì, Di Maio (Pd) insiste: “Tocca a Salvini firmare il decreto che porti il ‘Ridolfi’ in classe A”

(Sesto Potere) – Forlì – 31 luglio 2019 –  Nell’ultima seduta del consiglio comunale il sindaco di Forlì Gian Luca Zattini ha invitato i manager di FA Srl , società di gestione dell’aeroporto Ridolfi, di avviare  una procedura di istanza  al Ministero dell’Interno per chiedere formalmente l’inserimento in tabella  A con relativa destinazione dell’aliquota dei vigili del fuoco nello scalo di via Seganti. 

zattini già al lavoro

Da parte sua il management di FA Srl  ha ribadito che  spetta all’Enac , l’ Ente nazionale dell’aviazione civile, interfacciarsi ufficialmente con le istituzioni per le questioni aeree.

Sulla vicenda interviene il deputato forlivese del Pd, Marco Di Maio, che in una nota afferma: “E’ surreale quello che sta succedendo al Ministero dell’Interno attorno alla vicenda dell’aeroporto di Forlì. Lo scalo non può aprire perché non ci sono i vigili del fuoco necessari per garantirne la sicurezza. Ricordo che è il Ministero dell’Interno che può decidere come, dove e in che modo assegnarli. Per gli aeroporti esiste una tabella che definisce quali sono gli scali nei quali il servizio è assicurato dal ministero e vi rientrano tutti quelli che hanno una concessione di gestione totale come nel caso del  Ridolfi”.

“La legge assegna il potere di modificare la tabella ad un decreto di competenza del Viminale, ovvero lo stesso ministero che ha in capo la gestione dei “pompieri”. Prima il capo nazionale dei vigili del fuoco – con una lettera contenente errori – poi il sindaco Gian Luca Zattini rispondendo in consiglio comunale, hanno affermato

marco di maio

pubblicamente che l’aeroporto di Forlì non apre perché non è stata fatta “l’istanza” di assegnazione dei vigili del fuoco allo scalo. Purtroppo è una affermazione sbagliata, perché non è prevista alcuna istanza in capo ai concessionari (in questo caso gli imprenditori privati che hanno ottenuto tramite bando pubblico la gestione dell’aeroporto) né ad altri”: afferma Marco Di Maio.

“In ogni caso – aggiunge l’esponente Dem – , da dicembre 2018 Enac ha chiesto al ministero di adoperarsi per assegnare i vigili del fuoco; si sono svolti incontri in prefettura, incontri “segreti” a Roma, addirittura un sopralluogo in pompa magna alla sede dell’aeroporto con due sottosegretari di questo Governo e oggi vengono a dire che è una “questione tecnica” e che manca una istanza, come a far credere che sia responsabilità del gestore il fatto che l’aeroporto non apra”.

“Non voglio fare nessuna polemica, ma porre una sola domanda: ministro Salvini, vuole o no firmare il decreto che porta Forlì nella tabella A come tutti gli altri aeroporti analoghi oppure no? Vuole o no assegnare i vigili del fuoco allo scalo forlivese? Ma soprattutto: vuole fare qualcosa (davvero poco, basta una firma) affinché l’aeroporto riapra oppure preferisce cercare qualcuno su cui scaricare le colpe?”: sono le domande poste dal deputato Pd.

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