Aeroporto di Forlì, la protesta degli ambientalisti contro le emissioni e gli aiuti regionali

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(Sesto Potere) – Forlì – 29 maggio 2021 – Ieri pomeriggio – in coincidenza con l’attivazione dei voli all’aeroporto Ridolfi di Forlì – è andato in scena un presidio di protesta di alcune associazioni ambientaliste: Extinction Rebellion Forlì-Cesena e Faenza, Bikequality – Una ciclabile per ogni quartiere di Forlì, WWF di Forlì-Cesena, Isde Medici per l’Ambiente Forlì Cesena, Parents For Future Forlì, Legambiente Forlì Cesena, Fiab Forlì, Fridays For Future – Forlì, Corpo della Guardia Zoofila Forlì, Oltre il Giardino, ClanDestino, Pro Natura Forlì e le Guardie Ecologiche Volontarie di Forlì.

“Forlì rientra nella classifica europea delle 100 città a maggior tasso di mortalità da polveri sottili, secondo il recente studio pubblicato questo Gennaio su The Lancet. A quanto pare non basta, oltre alle emissioni degli inceneritori, della mobilità, delle industrie e di quant’altro, la cittadinanza ora respirerà anche quelle provenienti dall’ aeroporto. Chissà che il prossimo anno non saliamo sul podio, già occupato da altre città della pianura padana (Brescia e Bergamo).”: scrivono in una nota i promotori della manifestazione.

“Ricordiamo, infatti, che il trasporto aereo è il mezzo maggiormente inquinante a parità di passeggero-km: viaggiando in aereo produciamo 448 g di CO2 per km a persona, mentre in treno solo 14 g di CO2 per km. In particolare, sono proprio i voli a corto raggio, a cui si dedicherà l’aeroporto di Forlì, ad essere i principali emettitori di inquinanti atmosferici, poiché il carburante viene consumato maggiormente durante le fasi di decollo e atterraggio (oltre alla CO2, troviamo idrocarburi incombusti-COV e IPA, Particolato-PM, NOx-ossidi di azoto, molecole tossiche per la salute umana secondo l’OMS.)”: aggiungono le associazioni ambientaliste.

“Il report dell’IPCC – il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico dice chiaramente che per ridurre le emissioni di gas climalteranti il trasporto aereo dovrà essere ridotto drasticamente. Diverse stime internazionali permettono di indicare un apporto del trasporto aereo a circa il 3% sul totale delle emissioni climalteranti, contribuendo così in maniera decisiva al surriscaldamento del pianeta e all’inquinamento dell’aria. Apporto che sta crescendo vertiginosamente grazie all’aumento dei voli low cost. Proprio per questo in Francia è allo studio delle Camere un ddl per vietare voli a corto raggio. In Europa esistono casi di aeroporti inutilizzati e “rigenerati”, come a Berlino, dove il Tempelhof è stato trasformato in un parco urbano”: aggiungono.

“Perché, invece, qui in Emilia Romagna si va nella direzione opposta, spingendo per accrescere il traffico aereo, emettitore di gas climalteranti, con notevoli fondi pubblici? (soldi della cittadinanza, che vengono dalle tasse, sottratti al traffico ferroviario, alla scuola, ecc…) Sottolineiamo che in Emilia Romagna in 217 km abbiamo 4 aeroporti (Bologna, Parma, Forlì, Rimini), circa uno ogni 50 km. Davvero troppi, inutili, e insostenibili in un’ottica di lotta al cambiamento climatico. L’aeroporto di Forlì, in passato, non è mai riuscito a sostenersi senza enormi flussi di denaro pubblico e perciò fu chiuso nel 2013 (ora riaperto a carico di privati) e probabilmente non riuscirà a sostenersi senza ulteriori ingenti finanziamenti. In un’epoca di malattie, collasso climatico ed ecologico, vogliamo davvero buttare ulteriori soldi pubblici in una fonte di inquinamento e CO2?”: è la domanda degli ambientalisti.

La letteratura scientifica dimostra che le persone che vivono in prossimità di scali aeroportuali e i lavoratori delle strutture aeroportuali sono costretti a subire gli effetti dell’inquinamento dell’aria e dell’inquinamento acustico con conseguenze importanti sulla salute e lo stato psicofisico. Vicinissime all’aeroporto, ci sono ben 3 scuole (Asilo Nido Piccolo Blu, Scuola primaria Rivalta e Scuola di Musica Marriotti). Da decenni sono ben documentati i disturbi dell’apprendimento in studenti che frequentano scuole ubicate in aree sottoposte ad inquinamento acustico proveniente da più fonti e in particolare dal trasporto aereo. Chiediamo quindi che i controlli della qualità dell’aria, previsti per il solo 2022 dalla convenzione Comune di Forlì – ARPAe (ad oggi le uniche 2 centraline Arpa sembrano numericamente insufficienti), e i controlli dell’inquinamento acustico nei pressi e dentro l’aeroporto, siano svolti nel rispetto di quanto previsto nelle misure previste in ambito aereoportuale della relazione generale del vigente PAIR. Infine, chiediamo al comune di Forlì, che ha firmato la Dichiarazione Emergenza Climatica, di chiarire in che modo riuscirà a raggiungere le zero emissioni entro il 2030 e con quali misure intende compensare questa nuova ingente quantità di emissioni da trasporto aereo”: concludono le associazioni ambientaliste.

“Non siamo contro Forlì per ragioni politiche , ma contro scelte che non privilegiano gli investimenti sul trasporto ferroviario rendendolo conveniente”: hanno detto fra l’altro gli organizzatori della manifestazione, rispondendo implicitamente ai rilievi di chi (Fabrizio Ragni di Fratelli d’Italia) aveva messo all’indice la loro iniziativa bollandola come “politicamente strumentale”.