Aeroporto di Forlì, inaugurazione a settembre, in autunno annunciati i voli primavera-estate 2021

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 (Sesto Potere) – Forlì – 22 luglio 2020 – «Il “Ridolfi” sarà da un lato il Polo tecnologico aeronautico di riferimento in Italia, a servizio dell’Istituto tecnico aeronautico “Baracca”, della facoltà di Ingegneria aerospaziale dell’Università di Bologna, dell’Enav Academy e delle diverse scuole di volo presenti; dall’altro alto sarà uno scalo passeggeri di nicchia low-fare ma non low-cost, ad alto servizio, che collegherà la Romagna all’Europa e, con un solo scalo intermedio, a tutto il mondo»: a dirlo in un’intervista pubblicata ieri da Il Sole 24 Ore l’amministratore delegato della Fa Srl, la società di gestione dell’Aeroporto di Forlì,  Sandro Gasparrini.

Le rotte? «Non possiamo pensare di portare qui (a Forlì, ndr) traffico da Rimini, finora al “Fellini” (lo scalo di Rimini, ndr) non è mai atterrato alcun turista diretto tra Ravenna, Forlì o Cesena. E non puntiamo a sottrarre rotte verso la Russia a Rimini, ma a valorizzare i collegamenti verso le mete tradizionali di quest’area (riferito a Forlì-Cesena e Ravenna, ndr). Sto trattando con tante, troppe, compagnie e sono fiducioso. Questa sarà la finestra della Romagna sul mondo»: spiega nell’intervista Giuseppe Silvestrini, ex patron e oggi azionista di minoranza di Unieuro, e presidente di F.A. srl.  

«Il Covid è stato per noi una fortuna – sottolinea Silvestrini – perché ha fermato tutto il settore aereo mentre noi abbiamo recuperato tempo per portare avanti i cantieri ed essere pronti per quando si tornerà a volare». E Il Sole 24 Ore ricorda che sono già saliti a 8 milioni (dai 2,5 inizialmente preventivati) gli investimenti per rimettere in funzione i 5mila mq di infrastruttura nel frattempo abbandonata e vandalizzata, ma tra pannelli luminosi, finiture alle pareti e ceramiche di lusso di bagni e pavimenti i nuovi soci non hanno lesinato sulla qualità. E «un altro milione servirà da qui a fine anno per completare i servizi di bar e ristorazione», aggiunge il presidente.

Il management di F.A. srl. punta ad inaugurare il nuovo “Ridolfi” a settembre e nella stessa occasione saranno annunciate le rotte ufficiali di volo per la stagione primavera-estate 2021. Non è escluso che i primi voli previsti siano in programma entro il 2020 , verso Natale.

Un indizio c’è già, dovrebbe stazionare al “Ridolfi” già dai prossimi mesi la compagnia aerea maltese Air Horizont che il 6 luglio scorso – in occasione della consegna del “Certificato di Aeroporto in Tabella A” da parte di Enac – aveva fatto atterrare sulla pista dello scalo forlivese un Boing 737 400, il primo aereo visto nell’area di via Seganti dopo ben 7 anni dall’ultimo volo.

L’obiettivo è far viaggiare dall’Aeroporto di Forlì almeno 400mila passeggeri nell’arco di 3-4 anni per raggiungere il break-even con 10-12 milioni di euro di ricavi. I manager del “Ridolfi” puntano alle «500mila persone del territorio che oggi utilizzano scali vicini che avranno un risparmio di quasi 50 milioni di euro, tra taglio di tempi, spesa e inquinamento utilizzando il Ridolfi». 

E questo senza «drenare risorse allo Stato»: assicura Gasparrini nell’intervista a Il Sole 24 Ore e generando benefici per le due province di Forlì-Cesena e Ravenna come previsto in uno studio dell’advisor Kpmg «in oltre 113 milioni di euro, con 1.800 nuovi posti di lavoro e 50 miliardi di Pil in più in 5 anni tra indotto turistico, attività industriali e servizi logistici»: conclude Ettore Sansavini , manager della società di gestione Fa Srl.

L’attività dei voli commerciali sia passeggeri che merci  si andrà ad aggiungere ai punti di forza del Polo Tecnologico Aeronautico di Forlì che comprende l’Istituto Tecnico Aeronautico Statale “Francesco Baracca”, la Facoltà di Ingegneria Aerospaziale dell’Università di Bologna, l’Enav Academy e il centro di addestramento al volo “Professione Volare”.

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