(Sesto Potere) – Ravenna – 11 novembre 2021 – Advs Ravenna, l’Associazione di donatori di sangue dell’sspedale di Ravenna affiliata alla Fidas, festeggia quest’anno il 60° dalla propria fondazione. Ieri l’associazione è stata ricevuta nella sala consiliare del Comune di Ravenna dall’assessora al Volontariato Federica Moschini; per l’occasione sono stati premiati anche i donatori e le donatrici più meritevoli, che si sono distinti nell’ultimo anno per aver raggiunto cento, duecento e addirittura trecento donazioni.

Sessant’anni storici, è il caso di dirlo, da quel 10 novembre 1961 quando uno sparuto gruppo di persone guidate dall’allora primario chirurgo dell’ospedale di Ravenna decisero di gettare la prima pietra di quella che si sarebbe erta come una magnifica costruzione, fatta di donatori, donazioni, tanta passione e altruismo.

“La donazione di sangue era allora alla fase embrionale, con un sistema organizzativo decisamente approssimativo, mezzi del tutto primitivi e una situazione storico-sociale in cui spesso la generosità di chi donava superava di gran lunga le giuste cautele di sicurezza sanitaria – ha raccontato Monica Dragoni, presidente di Advs Ravenna – basti pensare che erano gli anni della ‘donazione braccio-braccio’, in cui il ricevente veniva infuso direttamente dal donatore. Advs e l’allora Banca del Sangue ospedaliera, con grandi sforzi e tanta collaborazione, crebbero insieme fino a costituire nel 1967 il primo vero centro trasfusionale di Ravenna, che contava all’attivo circa un migliaio di donatori”.

“E’ un piacere essere qui – ha dichiarato la neo assessora all’Associazionismo e al Volontariato Federica Moschini-. Per la nostra città l’associazionismo è importantissimo e Advs ne è l’esempio. Abbiamo tantissime associazioni che si occupano dei cittadini e questo rende Ravenna un’eccellenza sotto questo profilo. Advs è importante e lo dimostra costantemente tutti i giorni in quello che fa. Un grazie anche ai volontari che compiono un vero e proprio atto d’amore, perché donare in questo modo è un atto di solidarietà che aiuta a cambiare la vita di altre persone”.

Ravenna piazza

La storia e la crescita di Advs, insieme a quella del Sistema sanitario nazionale, viaggiarono di pari passo, migliorando il sistema organizzativo e la qualità delle cure. Durante gli anni ’70 infatti ci fu un vero e proprio scatto evolutivo, che permise di aumentare i tempi di conservazione del sangue e introdusse la possibilità di dividerne i vari componenti, per utilizzare solo quelli necessari.

Nel 1980 il centro trasfusionale venne dotato di una nuova prestigiosa sede di cui entrò a far parte anche Advs, che decise anche di unirsi alla Fidas, ovvero la Federazione italiana associazioni donatori di sangue. Seguirono vent’anni di incredibili passi avanti in campo trasfusionale, difficili da riassumere in poche righe, ma che portarono fino alle basi del Sistema di rete sangue nazionale che conosciamo oggi. Con una nuova sede tecnicamente all’avanguardia e procedure avanzatissime, il centro trasfusionale di Ravenna e Advs si affermarono ulteriormente sia in Romagna che a livello nazionale.

Durante gli anni 2000 il centro trasfusionale di Ravenna e Advs furono protagonisti di ulteriori sviluppi con l’attivazione nel 2011 della Officina trasfusionale di Pievesestina: un nucleo che concentra tutta l’attività e l’elevata tecnologia necessarie per sangue ed emoderivati, raccogliendone tutte le scorte e distribuendole alle varie sedi in base alle singole necessità. Nel 2012 venne introdotta per la prima volta la possibilità di prenotare la donazione di sangue, cambiando radicalmente la “filosofia” legata al dono.

Oggi Advs è una grande associazione, costituita da oltre 7.800 iscritti, con più di 4.700 donatori attivi. Nell’ultimo anno, nonostante l’epidemia Covid, sono state raccolte 10.458 unità tra sangue, plasma e piastrine.