(Sesto Potere) – Forlì- 10 agosto – In vista della prossima tornata elettorale politica, la Direzione Nazionale del Partito Repubblicano Italiano “preso atto dell’impossibilità da parte del campo progressista di costruire una valida alternativa di governo alle destre” ha deliberato di siglare un patto elettorale con Matteo Renzi, Italia Viva ed altri, al fine di creare un terzo polo dei laici, dei repubblicani e riformisti che affronti i bisogni del Paese nel solco del lavoro compiuto dal Presidente Draghi”.

La decisione è stata comunicata dal Pri con una nota ufficiale e la scelta, avallata dal segretario nazionale dell’Edera Corrado De Rinaldis Saponaro, è stata confermata anche a livello locale dal deputato forlivese di Italia Viva Marco Di Maio.

Ascari raccagni

L’intesa del Pri (che alle elezioni politiche del 2018 era al fianco di Ala di Denis Verdini ed alle Europee del 2019 con +Europa di Emma Bonino) diverge dall’ultimo accordo che l’Edera aveva stretto con la Lega alle ultime amministrative del 2019: candidando propri esponenti nelle liste del Carroccio. Come è avvenuto a Forlì.

Un particolare che non è sfuggito a Daniele Avolio (nella foto in alto) che adesso chiede “chiarezza e coerenza” nel quadro politico locale.

“L’attuale sindaco di Forlì Gianluca Zattini è stato eletto in una coalizione che ne vedeva il PRI forlivese parte integrante, se non, a sentire loro ai tempi della competizione elettorale: “determinante“. Alessandra Ascari Raccagni , uno degli esponenti repubblicani forlivesi , era stata inserita nella lista elettorale leghista, e dopo la vittoria ha assunse la carica di Presidente del Consiglio Comunale in giunta di centro destra. Con la benedizione di Jacopo Morrone e tutto l’establishment partitico della destra del Consiglio Comunale che aveva dato il suo placet all’apparentamento e all’incarico massimo consiliare, importante forse più del ruolo di Sindaco. Ora questa notizia pone una serie di questioni”: è la premessa di Avolio, che valuta come “gravi” le ricadute che si dovrebbero comunque avere nello scenario forlivese.

“Cosa farà adssso Alessandra Ascari Raccagni? Appoggerà il Terzo Polo come dichiarato da Di Maio? Oppure: dichiarerà la sua distanza da questa affermazione e prenderà le distanze anche dal Partito Repubblicano? Nel primo caso deve dimettersi da Presidente e da Consigliere Comunale e fare le sue scuse pubbliche a tutti gli elettori che l’hanno fatta salire al soglio consigliare. Alla stessa stregua, l’intero Consiglio Comunale non sarebbe la fotografia dell’espressione popolare del 2019 e così anche il sindaco di Forli e la sua Giunta non avrebbero più quella legittimazione uscita dalle urne perché un Partito importante come quello Repubblicano, comunque, aldilà delle scelte di Alessandra Ascari Raccagni, con questa scelta, avrebbe difatto consacrato il suo appoggio ad una formazione (si parla di Italia Viva, ndr) che nel Consiglio Comunale di Forli siede in opposizione a fianco del Partito Democratico e dei 5 Stelle”: è il quesito che formula Daniele Avolio, in attesa di una risposta dei diretti interessati..