Acconciatori e centri estetici, Di Maio (Iv): possono riaprire subito e in sicurezza

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(Sesto Potere) – Forlì – 9 aprile 2021 – “Adottare con la massima tempestività una revisione della classificazione delle attività economiche di servizio di estetica ed acconciatura che, non essendo reputate essenziali, vengono sistematicamente chiuse con i provvedimenti restrittivi di contrasto alla pandemia da Sars- Cov-2, ancorché non generatrici di focolai ed assembramenti come rilevato dalle stesse autorità competenti”. Lo chiede una interrogazione al ministero della Salute presentata dal deputato romagnolo Marco Di Maio a proposito della possibilità di riaprire centri estetici, barbieri e parrucchieri. “Una richiesta che speriamo venga presa in considerazione tanto più ora – afferma – che ci si appresta a rivedere le “zone” e a pianificare le prime riaperture”. 

parrucchiere

“Gli operatori del settore estetico (centri di estetica, saloni di acconciatura, onicotecnici ecc.) si sono prontamente adeguati ai rigidi protocolli di sicurezza anti-Covid – fa notare il parlamentare -, organizzando gli accessi nei propri locali solo su appuntamento, evitando qualsiasi tipo assembramento all’interno degli stessi e adoperandosi per evitare la presenza di clienti all’esterno, tanto da arrivare a essere considerati operatori di attività a basso rischio di contagio e con una incidenza potenziale stimata al di sotto del due per cento”.

“Tali attività hanno una significativa ricaduta in termini sociali e sulle persone che, non a caso, con centri e saloni chiusi – fa notare il parlamentare -, tendono a rivolgersi ad operatori abusivi per mantenere la cura della propria immagine, mettendo a repentaglio la propria salute sia sotto il profilo igienico-sanitario, sia sotto quello del contagio, posto che non vengono assicurate le più basilari misure di contrasto del virus”.

“Si tratta quindi – conclude il deputato – di attività che andrebbero considerate a buona ragione tra quelle che possono essere fruite in condizioni di assoluta sicurezza e dovrebbero poter essere garantite anche in presenza di misure fortemente restrittive (zona rossa)”.