(Sesto Potere) – Modena – 30 novembre 2022 – Dal prossimo 1° dicembre entrerà in vigore il taglio dello sconto che riguarda le accise sui carburanti. Una misura prevista in un decreto licenziato dal Governo Meloni che, secondo Faib Confesercenti Modena, rischia di generalizzare rincari del carburante. A rischio mobilità, turismo e consumi natalizi, già penalizzati dal caro bollette e inflazione alle stelle. Giberti: “Questa decisione ci lascia molto perplessi e preoccupati”

La Federazione Autonoma Italiana dei benzinai modenesi di Confesercenti attacca la decisione del governo di ridurre il taglio delle accise sui carburanti dal 1° dicembre. Secondo la federazione, la scelta di revocare lo sconto non va nella giusta direzione.

“La riduzione dello sconto è una scelta sbagliata – dichiara Franco Giberti, Presidente Provinciale Faib Confesercenti Modena – sia perché rischia di generare rialzi inflattivi dei prezzi delle merci, sia per le conseguenze negative sui consumi, che peseranno sul periodo natalizio orami alle porte, centrale per la tenuta di commercio e turismo”.

La rideterminazione della riduzione del taglio porterà ad un aumento per benzina e gasolio sul prezzo al distributore di 12,2 centesimi al litro. Di conseguenza, dal 1° dicembre, con questi rincari, la benzina tornerà a sfiorare di nuovo i due euro al litro mentre il prezzo del gasolio salirà oltre i due euro al litro.

“Comprensibili le ragioni economiche che hanno indotto il governo ad aumentare le tasse su benzina e gasolio per recuperare risorse per finanziare altri interventi – continua Giberti – ma dobbiamo osservare che ancora una volta si fa leva sui carburanti per il reperimento delle risorse finalizzate ad interventi straordinari. La pressione fiscale sui carburanti a regime in Italia è una delle più alte d’Europa ed è urgente pensare a come ridurre strutturalmente il prelievo”.

“Ribadiamo la contrarietà a questo provvedimento e ci auguriamo che la pressante richiesta della categoria per una riforma del settore, sia accolta dal Governo e che questa sia accompagnata anche da un ripensamento sulla pressione fiscale sui carburanti, che pesa come un macigno su famiglie e imprese. Infine, ci teniamo a precisare che gli automobilisti, a fronte degli imminenti rincari, non devono puntare il dito contro i gestori degli impianti ma con chi ha licenziato il Decreto” conclude Giberti.