A2 basket, squalificato campo di Forlì. Botta e risposta tra Mezzacapo (Lega) e Alemani (Pd)

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(Sesto Potere) – Forlì – 14 gennaio 2020 – Dura decisione del Giudice Sportivo della Serie A2 di basket che ha comminato una punizione esemplare per la Unieuro Forlì, a cui è stato squalificato il campo (vedi foto, ndr) a causa di episodi giudicati di “odio e discriminazione razziale” che sarebbero avvenuti nella partita giocata (e vita) contro Udine.

Nel dettaglio, il Giudice Sportivo ha disposto la squalifica del campo per una gara per: “manifestazioni ispirate ad odio e discriminazione razziale e per lancio di oggetti non contundenti (palle di carta, ndr) collettivo sporadico, senza colpire”.

Questo verdetto è stato commentato dal vicesindaco Daniele Mezzacapo, assessore allo Sport del Comune di Forlì , che in una nota sostiene: “Ero presente come sempre alla gara di basket e posso assicurare che non ci sono stati episodi sgradevoli. Ho visto piuttosto un tifo caloroso come succede inevitabilmente durante queste sfide. Dispiace molto che il giudice sportivo abbia preso la severa, e a mio avviso ingiusta, decisione di squalificare il campo forlivese per un turno, sanzione estinguibile con una pena pecuniaria di 10 mila euro. Soprattutto dispiace essere macchiati di questa infamia che il pubblico di Forlì non merita”.

Mezzacapo

“Probabilmente – ipotizza Mezzacapo – sono stati scambiati per cori razzisti i momenti di brusio di protesta che era rivolto all’arbitraggio non sempre impeccabile. Non vorrei ci fosse una caccia alle streghe e che si vada a cercare l’odio razziale dove non c’è. Il fenomeno dell’odio razziale nei palazzetti e negli stadi va combattuto con gran forza ma nel caso specifico di Forlì non ritengo ci fossero gli estremi per una sanzione così pesante. I tifosi della pallacanestro di Forlì non sono razzisti e non lo saranno mai. Questo marchio non ci sta bene”.

Soufian Hafi Alemani

E a queste dichiarazioni replica Soufian Hafi Alemani, consigliere comunale e capogruppo del Partito Democratico, che risponde così a Mezzacapo: “Trovo profondamente inopportuno che l’assessore Daniele Mezzacapo utilizzi la propria veste di amministratore della città con delega allo sport per commentare i provvedimenti assunti da un giudice sportivo o l’arbitraggio di una qualsiasi gara. Un intervento che certo non era richiesto e che mi pare più che strumentale. E’, infatti, fuor di dubbio che il provvedimento di un giudice sportivo si limiti a valutare ed interpretare il singolo fatto e mai a produrre giudizi di merito nei confronti di una tifoseria o, per come la racconta l’assessore Mezzacapo, di una città. La Società sa, certo, come tutelarsi da provvedimenti che non condivide.”

Mezzacapo, da tifoso, è libero, come tutti, di commentare e di ritenere giuste o sbagliate le scelte assunte, ma da uomo ed amministratore pubblico, ancora prima che da sportivo, dovrebbe avere a mente la distinzione dei ruoli, giacché queste sono regole che chi vive lo sport, lo pratica o lo insegna ad ogni livello, sa di dover rispettare e trasmettere, soprattutto per esserne testimone e, ove possibile, esempio per i più giovani”: aggiunge Soufian Hafi Alemani .

Infine il capogruppo comunale del Pd suggerisce all’assessore Mezzacapo di: “non ricercare visibilità politica con dichiarazioni” che a suo parere: “creano solo imbarazzo anche per chi vive l’ambiente del Forlì Basket o sportivo in genere, in quanto non necessarie e fuori luogo. I valori sportivi ed etici della nostra città, del Forlì Basket e della sua tifoseria non sono in dubbio”: conclude Alemani.

PalaGalassi di Forlì

In serata ha contro-replicato il vicesindaco Daniele Mezzacapo “Non sapevo che il capogruppo del partito democratico si interessasse di basket a tal punto da ritenere illegittimo e fuori luogo il mio intervento sulla squalifica del Palafiera per manifestazioni di odio razziale. Al tempo stesso mi fa sorridere che Alemani si insignisca del ruolo di censore dell’Amministrazione pubblica forlivese, suggerendomi cosa dire, come dirlo e in che veste.  La prossima volta, prima di aprir bocca, mi assicurerò di avere il suo benestare. Di certo l’aplomb da difensore della ‘piazza’ sportiva mi lascia interdetto, perché non ricordo di aver mai visto l’esponente del partito democratico forlivese a un match dell’Unieuro. Ma potrei anche sbagliarmi. Probabilmente sarò stato un osservatore disattento e mi sarà sfuggita la sua presenza tra gli spalti del palazzetto e tra le fila dei tifosi romagnoli, in tutti o almeno in parte i match casalinghi”.

Poi l’affondo finale dell’esponente leghista, che ribadisce “di non aver assistito ad alcuna manifestazione di odio razziale durante la partita tra Unieuro e Udine” ed accusa il PD e l’amministrazione precedente: “di aver lasciato in eredità un’impiantistica vergognosa, fatiscente e inagibile”

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