A Forlì mostra su: “Dante Padre della Patria nell’Italia fascista”

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(Sesto Potere) – Forlì – 6 maggio 2021 – In occasione della ricorrenza del VII centenario della morte di Dante dal prossimo 15 maggio e sino a tutto il 4 Agosto,  presso Palazzo Bianchedi, nella centrale piazza Saffi in angolo con via Volturno, si svolgerà la Mostra storico-documentaria “Ahi serva Italia, di dolore ostello. La fortuna di Dante nel ventennio”.

L’evento espositivo, organizzato con risorse ed iniziative interamente private nonché, al momento, con il patrocinio del sindacato confederale U.G.L. di Forlì-Cesena, della associazione Pro Vita & Famiglia, e della Associazione Cultura & Identità Forlì, nonché di altre in corso di formalizzazione,  è stato promosso ed istituito dalla Libera Associazione Culturale “Adesso&Domani” (il presidente è Francesco Minutillo) che già in passato aveva allestito a Predappio nella Casa Natale di Benito Mussolini altre mostre con a tema il primo 900 italiano.

Curatori della mostra sono Franco D’Emilio e Francesco Minutillo che hanno ricevuto nel loro lavoro l’ampia e fattiva collaborazione del collezionismo storico romagnolo che ha portato all’esposizione di Busti, Cimeli ed Opere di particolare valore e interesse a tema dantesco prodotti durante il Fascismo. Si tratta di pezzi che, provenendo da collezioni private, potranno essere fruite dal pubblico solo in questa occasione.

“L’iniziativa è organizzata secondo un percorso storico attraverso diverse sezioni tematiche, ciascuna di ampio approfondimento, su quanto concretamente costituì la fortuna di Dante durante il Ventennio: una fortuna indiscutibile, documentata, quale emerge pure dall’analisi testuale delle opere dantesche e, tra tutte, la Divina Commedia di cui alcuni passi sono stati grandi protagonisti della vita fascista italiana. Il simbolismo, la valenza profetica, il valore letterario innovativo, quasi da esponente di un’avanguardia, di Dante, sono i temi sui quali la mostra si sofferma, anche in collegamento col mondo intellettuale del Ventennio così da illustrare anche alcuni caratteri di quell’ampia cultura del conservatorismo e della destra italiana spesso non conosciuta ai più. La mostra peraltro non elude di illustrare il ricorso propagandistico compiuto dal Fascismo alla figura di Dante, ivi comprendendovi pure il complesso tema dell’antisemitismo”: si legge in una nota dei curatori della mostra.

“Dunque, un viaggio storico sulla celebrazione e la esaltazione di Dante Padre della Patria nell’Italia Fascista, compiuto con il rigore della serena obiettività e della rigida documentazione. Un itinerario storico che senza preclusioni o pregiudizi si offre ai visitatori, consapevoli che la memoria storica si mantenga con l’analisi riflessiva, fuori, quindi, da nostalgie o risentimenti, tra loro contrapposti. Un fattivo contributo alla cultura, intesa davvero come promozione, valorizzazione della vita sociale dei visitatori, forlivesi e, soprattutto, non forlivesi che, richiamati in città da grandi eventi culturali potranno trovare anche un’altra proposta che completa il racconto dantesco secondo una prospettiva molto precisa e determinata quanto interessante ed innovativa rispetto a quelle più diffuse”: si legge in una nota degli organizzatori dell’esposizione.