A Forlì-Cesena l’11% delle donne non partecipa al mercato del lavoro, progetti della Provincia

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(Sesto Potere) – Forlì – 28 giugno 2021 – S’è svolta oggi, al Grand Hotel Terme della Fratta, esattamente a metà strada tra il Comune di Cesena e quello di Forlì, una conferenza stampa nel corso della sono state presentati le conclusioni del Progetto “Restituiamo tempo alle famiglie”  che rappresenta la ripartenza della Provincia sui temi  della Pari opportunità e della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro finalizzate alla promozione dell’occupazione femminile.

Il Progetto che ha visto al lavoro 57 partners tra enti locali, istituzioni pubbliche e private, università, organizzazioni sindacali, associazioni no-profit, imprese ed enti di formazione professionali si conclude con un’analisi di contesto e con l’apertura di possibili scenari.

Sono intervenuti Lorenzo Ciapetti, del Centro Studi Antares  che ha analizzato il contesto ed i possibili scenari futuri, Gabriele Antonio Fratto, Sindaco di Bertinoro e Presidente della Provincia di Forlì-Cesena, che ha espresso le prime considerazioni sui dati relativi all’occupazione / disoccupazione femminile ed altri indicatori utili alla ripartenza  economica, e Carla Castellucci, Consigliera provinciale di Parità , che ha svolto una ricognizione di Buone Pratiche  per il recupero del tempo per la genitorialità nella Provincia di Forlì-Cesena.

“Fino alla pandemia, la provincia di Forlì-Cesena era stata caratterizzata da una espansione dell’occupazione (crescita media +3,5). Il primo anno della pandemia (2020) ha segnato un arretramento di due anni rispetto alla dinamica espansiva in atto dal 2016. Fra il 2019 e il 2020, si assiste ad una significativa battuta d’arresto dell’occupazione: in Italia -2%; in Emilia-Romagna -2,1% ed a Forlì-Cesena -1,6%. Fra il 2019 e il 2020 sono diminuiti diffusamente gli occupati (sia maschi che femmine) con qualche distinzione: a Forlì-Cesena la componente maschile aumenta (+2%), mentre si riduce quella femminile (-6%) con una caduta che è il doppio di quella registrata a livello regionale. In regione diminuiscono sia la componente maschile (-1,2%) che quella femminile (-3,2%). A livello nazionale diminuiscono sia la componente maschile (-1,5%) che quella femminile (-2,5%). Mentre a livello generale (Italia ed Emilia-Romagna) è la componente indipendente ad aver accusato la contrazione maggiore,(-2,9% a livello nazionale e 3,3% a livello regionale) mentre in provincia la più penalizzata è la componente dipendente del lavoro (-2,8%).”: ha spiegato fra l’altro Lorenzo Ciapetti del Centro Studi Antares.

centro per l’impiego

Fra i dati negativi da segnalare: in provincia di Forlì-Cesena circa l’11% delle donne (15-74 anni) non partecipa al mercato del lavoro. Alla base della mancata partecipazione al mercato del lavoro da parte delle donne ci sono molteplici fattori (Istat su base nazionale 2020. Il fattore principale è «lo scoraggiamento»; ma quello di maggior interesse è legato a «motivi familiari». E’ su questo aspetto che emerge il maggiore divario tra uomini e donne.

Dall’ indagine emerge che c’è una disuguaglianza strutturale: l’occupazione femminile si concentra ancora troppo in occupazione di servizi a basso valore aggiunto. In provincia di Forlì-Cesena, quasi il 40% delle lavoratrici dipendenti si concentra nel Commercio al dettaglio (escluso quello di autoveicoli e motocicli); Alloggio; Attività dei servizi di ristorazione; Istruzione e Assistenza sociale non residenziale. Una parte di questi settori presenta una elevata concentrazione di contratti a tempo determinato e stagionale (settori con posizioni meno protette) e un a retribuzione giornaliera più bassa.

Il gap di genere più grave riguarda l’occupazione giovanile tra i 15 e i 24 anni. Ed esaminando la maggiore «precarietà» fra le donne emerge che è più alta la concentrazione fra i contratti stagionali e quelli a tempo determinato. Alla precarietà, inoltre, si aggiunge la differenza retributiva: tempo determinato (11,9 euro/giornata in più per gli uomini); tempo indeterminato (28,2 euro/giornata in più per gli uomini; stagionale (5,7 euro/giornata in più per gli uomini).

In conferenza stampa è stato presentato il progetto: “Restituiamo tempo alle famiglie” per la promozione delle attività rivolte a sostenere la presenza paritaria delle donne nella vita economica del territorio di Forlì-Cesena, favorendo l’accesso al lavoro, i percorsi di carriera e la promozione di progetti di welfare aziendale finalizzati al work-life balance e al miglioramento della qualità della vita delle persone.

Un progetto che coinvolge 18 Comuni, 1 Azienda sanitaria, 1 Università di Bologna, 7 Aziende profit, 4 Organizzazioni sindacali, 9 Associazioni, 3 Cooperative del privato sociale, 3 Cug, 3 Istituzioni pubbliche e 7 Enti di formazione professionale/studi di consulenza. Con 32.000,00 euro di budget assegnato dalla Regione Emilia-Romagna.

A seguire un elenco delle azioni di promozione per un’organizzazione più flessibile del mondo del lavoro.

Comune di Bertinoro – Assicurare continuità didattica presso l Centro Educativo di fratta Terme – Euro 4.300,00
Comune di Forlì – Integrazione e supporto a contratto integrativo/protocollo di conciliazione già in essere – Euro 3.500,00
Consorzio solidarietà sociale FC – Welfare aziendale per la conciliazione: mappatura contratti integrativi esistenti e sensibilizzazione manageriale – Euro 3.500,00
Ginestri Arredamenti – Conciliazione vita e lavoro: estensione permessi L. 104 – Euro 4.300,00
Comune San Mauro Pascoli – ConciliAMO: sostenere la famiglia per conciliare tempi di vita e di lavoro. Supporto economico a famiglie che chiedono prolungamento dell’orario di lavoro – Euro 4.300,00.

Nella foto in alto da sx : Lorenzo Ciapetti (Serinar – Antares), il Presidente della Provincia Forlì-Cesena Gabriele Antonio Fratto, e Carla Castellucci, consigliera provinciale di parità.