(Sesto Potere) – Forlì – 6 settembre 2022 – Crescita delle imprese femminili attive, superiore all’incremento sia regionale sia nazionale, nel territorio Romagna – Forlì-Cesena e Rimini, secondo quanto rilevato dai dati Infocamere-Movimprese nel primo semestre 2022. Nel dettaglio, si tratta della più alta variazione annua degli ultimi dieci anni (al pari di quella avvenuta a fine dicembre 2021), in un contesto caratterizzato prevalentemente da diminuzioni o situazioni di stabilità.

Le imprese femminili aumentano nella maggior parte dei principali settori: servizi alle persone e alle imprese, immobiliare, manifatturiero e, soprattutto, attività professionali. Calano, invece, nell’agricoltura e, lievemente, laddove risulta più alta la presenza delle stesse, e cioè nel commercio, mentre rimangono stabili nell’alloggio e ristorazione. Da evidenziare, in ultimo, la crescita delle società di capitale.

carlo battistini

“L’imprenditoria femminile, come il lavoro femminile in genere, ha subito maggiormente gli effetti negativi della pandemia, perciò la crescita registrata dall’analisi dei dati è un segnale importante, anche se non soddisfacente. Infatti, la percentuale di imprenditrici nel settore manifatturiero è ancora bassa, mentre il contributo della componente imprenditoriale femminile è importante per il rilancio industriale dell’economia italiana, necessario per la ripresa economica. Perché questo accada, le imprese femminili devono essere maggiormente sostenute attraverso interventi la rimozione delle diverse barriere che le donne imprenditrici devono superare, tra cui la carenza di politiche dedicate. Al riguardo, positiva è stata l’introduzione del Fondo per il sostegno dell’Impresa Femminile, a dicembre 2020, con lo stanziamento di risorse dedicate, derivanti anche dal PNRR, che sostiene la nascita, lo sviluppo e il consolidamento delle imprese guidate da donne, attraverso contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati”: commenta Carlo Battistini, presidente della Camera di commercio della Romagna Forlì-Cesena e Rimini.

Dall’ultimo Rapporto sull’Imprenditoria femminile presentato da Unioncamere emergono considerazioni interessanti: nel biennio 2020-2021 le imprese femminili hanno investito di più, rispetto alle altre non femminili, nelle tecnologie digitali (14% vs 11%); nel biennio 2020-2021 le imprese femminili hanno investito di più, rispetto alle altre non femminili, nella sostenibilità ambientale (12% vs 9%); nel biennio 2020-2021 il 44% delle imprese femminili che hanno innovato valorizzando la ricerca scientifica ha registrato un aumento del fatturato e dell’occupazione (vs il 36% di quelle che non l’hanno fatto); nel biennio 2020-2021 il 47% delle imprese femminili che hanno investito in tecnologie digitali ha registrato un aumento del fatturato e dell’occupazione (vs il 36% di quelle che non l’hanno fatto).

Le Imprese Femminili nella Romagna – Forlì-Cesena e Rimini

Al 30 giugno 2022 nel territorio Romagna (Forlì-Cesena e Rimini) si contano 15.342 imprese femminili attive, che costituiscono il 21,3% del totale delle imprese attive (21,3% anche in Emilia-Romagna e 22,7% in Italia). Nel confronto con il 30 giugno 2021 si riscontra un aumento delle imprese femminili dell’1,4%, superiore sia all’incremento regionale (+0,4%) sia a quello nazionale (+0,3%). Tale variazione risente, anche se in forma minima, dell’ingresso dei comuni di Montecopiolo e Sassofeltrio (ex provincia di Pesaro) nella provincia riminese; la crescita al netto di tale componente esogena sarebbe pari a +1,0%.

Nel dettaglio, la variazione tendenziale 1° semestre 2022-2021 risulta essere la maggiore, al pari di quella di fine dicembre scorso, tra le variazioni tendenziali negli ultimi dieci anni, periodo nel quale risultano prevalenti cali o fasi di stabilità.

principali settori economici risultano, nell’ordine: Commercio (27,5% delle imprese femminili), Alloggio e ristorazione (14,6%), Altre attività di servizi (soprattutto servizi alle persone) (12,2%), Agricoltura (11,8%), Attività immobiliari (7,6%), Industria Manifatturiera (6,8%), Noleggio, agenzie viaggio e servizi alle imprese (4,0%) e Attività professionali, scientifiche e tecniche (3,7%). In termini di variazione annua si registra un incremento in cinque dei principali settori: +1,9% nelle Altre attività di servizi, +4,1% nell’Immobiliare, +1,4% nel Manifatturiero, +5,3% nel settore Noleggio, agenzie viaggio e servizi alle imprese e +8,0% nelle Attività professionali, scientifiche e tecniche. In diminuzione, invece, il Commercio, dello 0,3%, e l’Agricoltura, dell’1,0%, mentre risultano stabili i servizi di Alloggio e ristorazione.

Le imprese femminili con la maggior incidenza percentuale sul totale delle imprese attive appartengono ai settori Altre attività di servizi (57,1%), Alloggio e ristorazione (29,7%), Noleggio, agenzie viaggio e servizi alle imprese (27,5%), Commercio (25,6%), Agricoltura (20,9%) e Attività professionali, scientifiche e tecniche (20,6%).

Riguardo alla natura giuridica, la maggior parte delle imprese femminili sono imprese individuali (65,4% del totale), alle quali seguono le società di persone (17,2%) e le società di capitale (15,9%). Nel confronto con l’anno precedente crescono le imprese individuali (+0,7%) e, soprattutto, le società di capitale (+5,8%), a cui si contrappone la sostanziale stabilità delle società di persone (+0,2%).