(Sesto Potere) – Forlì – 6 settembre 2022 – Crescita delle imprese giovanili attive, diversamente dal calo nazionale e superiore all’incremento regionale, nel territorio Romagna – Forlì-Cesena e Rimini, secondo quanto rilevato dai dati Infocamere-Movimprese nel primo semestre del 2022. Si conferma, quindi, l’aumento di tale tipologia di impresa, cominciata nel 2021; anno, quest’ultimo, che ha interrotto un decennio contraddistinto da continue diminuzioni annue. Riguardo ai principali settori, le imprese giovanili aumentano nei servizi alle imprese, in quelli alle persone, nelle costruzioni, nel manifatturiero e nelle attività professionali; calano, invece, nel commercio, nell’agricoltura e nelle attività di alloggio e ristorazione.

In tale contesto si evidenzia la forte incidenza delle imprese individuali, in crescita, con tre imprese giovanili su quattro; lieve aumento, inoltre, anche per le società di capitale. A livello provinciale, però, risulta ancora molto basso il peso delle imprese giovanili sul totale delle imprese attive.

Battistini

“La crescita delle imprese giovanili è nei nostri territori è positiva e molto importante per lo sviluppo imprenditoriale. I giovani, infatti, per motivi anagrafici, di indole e formazione, rafforzano la capacità di innovazione delle imprese, promuovono la creatività, sviluppano nuove idee e progetti imprenditoriali, accelerando lo sviluppo del Paese e la trasformazione digitale. In questo contesto di crescita, la bassa percentuale di giovani imprenditori operanti nel settore manifatturiero è una criticità. Se la ripresa economica deve passare necessariamente da un forte rilancio industriale dell’economia italiana, è opportuno che tale rilancio tragga un contributo importante anche dalla componente imprenditoriale giovanile, attraverso interventi che favoriscano il fare impresa dei giovani nei vari settori manifatturieri – commenta Carlo Battistini, presidente della Camera di commercio della Romagna –. I giovani, come già detto, costituiscono una risorsa insostituibile e meritano particolare attenzione e interventi mirati. Il migliore investimento che una classe dirigente lungimirante possa attuare, infatti, è quello finalizzato a stimolare le vocazioni, innalzare le competenze ed educare al rischio d’impresa”.

Le imprese Giovanili nella Romagna – Forlì-Cesena e Rimini

Al 30 giugno 2022 nel territorio Romagna (Forlì-Cesena e Rimini) si contano 4.731 imprese giovanili attive, che costituiscono il 6,6% del totale delle imprese attive (7,0% in Emilia-Romagna e 8,6% in Italia); nel confronto con il 30 giugno 2021 si riscontra un aumento delle imprese giovanili del 2,5%, superiore all’incremento regionale (+1,4%) e diversamente dal calo nazionale (-1,3%). Tale variazione risente, anche se in forma minima, dell’ingresso dei comuni di Montecopiolo e Sassofeltrio (ex provincia di Pesaro) nella provincia riminese; la crescita al netto di tale componente esogena sarebbe pari a +2,1%. Continua, pertanto, la crescita di tale tipologia di impresa, iniziata nel 2021; anno, quest’ultimo, che ha avuto il merito di interrompere un periodo decennale caratterizzato da continue diminuzioni annue.

principali settori economici risultano, nell’ordine: Commercio (27,1% delle imprese giovanili), Costruzioni (17,1%), Alloggio e ristorazione (12,7%), Agricoltura (6,8%), Altre attività di servizi (prevalentemente servizi alle persone) (6,5%), Industria Manifatturiera (5,8%), Attività professionali, scientifiche e tecniche (5,1%) e Noleggio, agenzie viaggio e servizi alle imprese (4,7%). In termini di variazione annua si registra un aumento in cinque dei suddetti principali settori: +10,6% nelle Costruzioni, +3,7% nelle Altre attività di servizi, +3,0% nel Manifatturiero, +10,1% nelle Attività professionali, scientifiche e tecniche e +10,5% nel settore Noleggio, agenzie viaggio e servizi alle imprese. In calo, invece, il Commercio, dell’1,5%, Alloggio e ristorazione, del 4,3%, e l’Agricoltura, dello 0,6%.

Le imprese giovanili con la maggior incidenza percentuale sul totale delle imprese attive appartengono ai seguenti settori: Noleggio, agenzie viaggio e servizi alle imprese (9,9%), Attività finanziarie e assicurative (9,9%), Altre attività di servizi (9,4%), Attività professionali, scientifiche e tecniche (8,8%), Servizi di informazione e comunicazione (8,4%), Alloggio e ristorazione (8,0%), Commercio (7,8%) e Costruzioni (7,3%).

Riguardo alla natura giuridica, la maggior parte delle imprese giovanili sono imprese individuali (75,6% del totale), seguite, a distanza, dalle società di capitale (15,5%) e società di persone (8,2%); nel confronto con l’anno precedente crescono le imprese individuali (+3,7%) e, lievemente, le società di capitale (+0,4%) mentre calano le società di persone (-3,0%).