(Sesto Potere) – Forlì – 15 novembre 2022 – Nel territorio Romagna – Forlì-Cesena e Rimini crescono le imprese agricole biologiche, sia in termini annui, sia nel medio periodo. Aumentano anche anche le superfici destinate alle relative coltivazioni mentre calano, rispetto all’anno precedente, le imprese dedite all’allevamento con il metodo biologico.

L’incidenza delle imprese biologiche sul totale delle imprese agricole è in crescita nel medio periodo e superiore a quella regionale, così come emerge dai dati riferiti al 2021 e resi disponibili dal Servizio Agricoltura sostenibile della Regione Emilia-Romagna emerge.

Secondo le anticipazioni di “Bio in cifre 2022” curato da ISMEA (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare), l’incidenza delle superfici bio sulla SAU nazionale ha raggiunto il 17,4%, confermandosi la più alta nell’Unione Europea. In crescita anche il numero degli operatori che si attestano a 86.144, con un incremento del 5% rispetto all’anno precedente e del 78,5 % negli ultimi 10 anni. In tal senso, l’Italia si conferma primo Paese europeo per numero di aziende bio.

L’analisi di Coldiretti, su dati Biobank, conferma una tendenza in crescita nelle vendite di prodotti biologici costante da circa dieci anni. Il volume delle vendite di prodotti biologici è infatti aumentato ininterrottamente fino a raggiungere il +122%. Solo nel 2021 l’acquisto di prodotti biologici ha registrato una crescita del 7% che, tra mercato interno ed estero, si traduce nella cifra record di 7,5 miliardi di euro.

carlo battistini

La crescente richiesta di prodotti biologici costituisce sicuramente una spinta in più al raggiungimento degli obiettivi europei della strategia “Farm to Fork”: entro il 2030, infatti, il Green New Deal punta ad avere il 25% delle aree coltivate dedicate al biologico.

“L’agricoltura biologica costituisce una tappa fondamentale per il raggiungimento dell’economia sostenibile e, di conseguenza, per il contrasto dell’emergenza climatica. Si basa, infatti, su pratiche che proteggono e cercano di migliorare la salute ambientale, come la riduzione dell’uso di sostanze chimiche di sintesi, la promozione di pratiche di difesa naturale delle piante, il risparmio idrico e il rispetto della biodiversità. Inoltre, – commenta Carlo Battistini, presidente della Camera di commercio della Romagna – è sostenuta da innovazione e ricerca, perciò rappresenta una grande opportunità per la ripresa economica e la creazione di nuovi posti di lavoro derivanti dal mercato biologico, specialmente per i giovani, con ruoli che richiedono sempre maggiore specializzazione e competenze”.

“Parallelamente allo sviluppo del settore BIO si è assistito, infatti, anche alla nascita di nuove figure professionali, sia in ambito tecnico (come l’Addetto alla Produzione Biologica, il Tecnico della Qualità BIO o lo Zoonomo Sostenibile), sia di figure specializzate e formate nella gestione dei moderni canali di vendita e nella promozione del made in Italy agroalimentare nel mondo”: ha aggiunto il presidente della Camera di commercio della Romagna Carlo Battistini.

Al 31/12/2021 nel territorio Romagna (Forlì-Cesena e Rimini) sono presenti 1.131 aziende agricole biologiche, considerando i Produttori agricoli, pari al 20,1% del totale regionale, con una crescita annua dell’1,2% e quinquennale del 35,9%.

L’incidenza percentuale delle imprese biologiche sul totale delle imprese agricole è del 13,0% (8,9% nel 2016 e 11,9% nel 2020), superiore al peso delle stesse in Emilia-Romagna (10,4%).

La SAU biologica ammonta a 35.561 Ha (il 19,1% del totale regionale), in aumento del 2,8% rispetto al 2020 e del 62,5% rispetto al 2016.

Le imprese agricole biologiche dedite anche all’allevamento di almeno una specie animale con il metodo biologico rappresentano il 22,3% dei produttori bio totali (252 unità su 1.131), con una variazione annua negativa (-2,3%) ma positiva nel medio periodo (+27,9%).