(Sesto Potere) – Roma – 18 ottobre 2021 – Sebbene 6 italiani su 10 si professino esperti di alimentazione, il 46% ancora confonde le calorie con i grassi e solo un italiano su 3 (31%) conosce la differenza tra i diversi tipi di acqua. Quasi la metà (48%) confessa di consumare alcuni pasti frettolosamente durante la giornata, mentre addirittura il 24% ammette di saltare la prima colazione. Inoltre, soltanto il 17% conosce la giusta composizione dei nutrienti necessari per un pasto corretto, mentre solo il 22% ammette di sapere che bere acqua durante i pasti favorisce la digestione.

E’ quanto emerge da uno studio di In a Bottle (www.inabottle.it), il primo water magazine italiano, una testata online sul mondo e i valori dell’acqua minerale e più in generale della risorsa acqua, condotto in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione.

Quanto pensano di saperne gli italiani in tema di alimentazione?
Oltre 6 italiani su 10 (62%) si ritengono informati sull’argomento, il 26% confessa di avere alcuni dubbi mentre solo il 12% ammette di essere disinformato in materia. Dove attingono le principali nozioni in ambito alimentare? Quasi la metà (48%) si rivolgono a “Google” per definire il proprio regime alimentare, ricercando sui motori di ricerca le diete più in voga in ambito internazionale o quelle legate al periodo dell’anno. Solo il 31% si rivolge ad un nutrizionista, quello di fiducia o consigliato da amici, per sapere tutto ciò di cui si ha bisogno in ambito alimentare.

caffè al bar

Ma in Italia c’è ancora chi (46%) fa confusione tra calorie e grassi, mentre appena il 17% è consapevole della giusta composizione dei nutrienti necessari in un pasto (fra carboidrati, proteine, frutta, lipidi, verdure e acqua). Nutrizionisti concordano nell’affermare che la conta delle calorie rappresenti il modo più sbagliato per perdere peso. Ciò che importa è, infatti, l’analisi qualitativa dell’alimento e, dunque, la lettura dell’etichetta per verificare la presenza e la relativa quantità di tutte le sostanze che compongono quel prodotto.

La vera spia della scarsa cultura alimentare che impera tra gli italiani si ha quando si parla di “terminologia”. Ben il 36% usa a cuor leggero termini senza conoscerne il significato. Ad esempio i carboidrati per un 25% sono unicamente la pasta mentre per il 19% sono i dolci. E il metabolismo? Per il 37% è “qualcosa che ti spinge a ingrassare”.

Un po’ di confusione con le diete
A questo si aggiunge la conoscenza scarsa del concetto di dieta: per il 68% vuol dire semplicemente ridurre la quantità di cibo, mentre solo il 26% ritiene che sia un regime alimentare che va variato e abbinato a uno stile di vita sano e corretto.

“Dieta vuole dire riorganizzazione alimentare, non ha significato di privazione – sottolinea il nutrizionista Maurizio Fiocca – La dieta è un aspetto tecnico, elaborato con degli alimenti. L’errore fondamentale è quello di aggiungere piccoli sgarri che si pensa non facciano nulla, ma che invece hanno un risvolto negativo”.


In molti (64%) ammettono di scegliere cosa mangiare in base ai propri gusti personali, tralasciando altri fattori. Esperti e nutrizionisti sottolineano come le scelte alimentari non debbano essere guidate solo dal gusto, ma anche dall’interazione tra le caratteristiche organolettiche degli alimenti ed elementi fisiologici (età, sesso, stato di salute, peso, fattori biologici e ormonali, genetica), ed ambientali (tradizione, potere d’acquisto, disponibilità di alimenti, prossimità e raggiungibilità dei punti vendita).

Cosa si fa quando si vuole perdere peso?
Il 24% confessa di rinunciare alla colazione per dimagrire, mentre altri preferiscono mangiare poco a pranzo (21%). Niente di più sbagliato: infatti saltare i pasti non agevola il dimagrimento ma incide negativamente sulla concentrazione di zuccheri ed energia nel corpo. Altro errore che si commette è quello di consumare durante il giorno cibi molto elaborati (29%) per recuperare i pasti saltati.

Anche in idratazione gli italiani si scoprono poco attenti.
Oltre la metà (51%) sceglie l’acqua giusta da bere in base al prezzo, mentre solo il 32% lo fa leggendo l’etichetta per scoprire alcune voci essenziali come residuo fisso, pH e presenza di minerali. Stando all’acqua, in linea generale vige solo l’idea sommaria che “c’è quella minerale e quella di rubinetto (51%), mentre solo un italiano su 3 (31%) conosce la differenza tra acqua minerale e oligominerale. Parlando di residuo fisso, il 38% ignora cosa sia e il 26% ritiene si tratti di sostanze nocive da evitare.


Quando bere acqua? La maggioranza (59%) beve solo quando avverte lo stimolo della sete, mentre il 34% ammette di idratarsi costantemente durante la giornata per raggiungere la dose giornaliera consigliata di circa 2 litri al giorno. Un altro errore riguarda il consumare bevande zuccherate quando si ha sete (42%).
Altro dilemma riguarda il consumo di acqua durante i pasti: solo il 22% lo fa, mentre quasi la metà (41%) preferisce bere prima di cominciare il pasto per sentirsi sazi e quindi mangiare meno.

Info
Studio condotto con metodologia WOA (Web Opinion Analysis) su circa 1.200 italiani – uomini e donni tra i 20 e i 55 anni – attraverso un monitoraggio sui principali social network, blog, forum e community, per verificare la loro cultura alimentare, e coinvolgendo un pool di 30 esperti tra nutrizionisti e dietologi per indicare gli errori da evitare e le regole da seguire per un corretto regime alimentare.