(Sesto Potere) – Roma – 13 dicembre 2021 – “Non sarà un Natale come gli altri, sarà il Natale dei Green Pass. Nonostante le difficoltà e i timori della quarta ondata tuttavia, forti della copertura della terza dose, gli italiani riusciranno comunque a darsi una destinazione, restando soprattutto nei confini nel proprio paese e tenendo ben a mente le misure di sicurezza contro la diffusione del covid. Sceglieranno di partire ma raccorciando le distanze, privilegeranno la montagna, optando per località il più possibile vicine alla propria città di residenza a punteranno al relax. Non possiamo dire che saranno spensierati: il giro di affari complessivo cala infatti del 19,6%. Ma certo i viaggiatori di questo Natale 2021 daranno voce all’esigenza di solennizzare le feste, cercando di esorcizzare le paure provocate dalla pandemia”: è un quadro particolare quello che descrive il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, emerso dall’indagine previsionale sul movimento turistico degli italiani per le festività natalizie, realizzata dalla ACS Marketing Solutions.

Bernabò Bocca

“Il Natale è principalmente l’occasione per ricongiungersi con i propri cari – prosegue Bocca – Non stupisce quindi che la maggior parte dei viaggiatori punterà alla casa di parenti o amici. Il giro di affari registra un incremento per il Natale mentre scende in merito alle vacanze di fine d’anno. In primis va considerato che la motivazione di coloro che non si muoveranno è drammaticamente legata alle condizioni economiche che non consentono purtroppo di pianificare un viaggio. Ma c’è da notare che la rinuncia del viaggio di Capodanno è strettamente legata all’esigenza di tenersi lontani da situazioni a rischio come feste o cenoni, la consuetudine cioè del 31 dicembre. La situazione di incertezza, le ulteriori restrizioni e la presenza di una nuova variante del virus hanno fatto da deterrente alla ricerca di svago e divertimento tipici dell’ultimo dell’anno”.

“Non c’è da stupirsi se saranno pochi coloro che decideranno di partire per l’estero. Di contro, è evidente che pesa sempre più la mancanza del turismo straniero, il che continua a penalizzare enormemente soprattutto le nostre città d’arte che speriamo vengano aiutate dal movimento turistico interno che si profila per questo Natale. Non sarebbe stato possibile aspettarsi un andamento esaltante in questa vacanza natalizia – conclude Bocca – Resta il fatto che per il settore è drammatico veder perdere altri punti proprio in riferimento alla stagione solitamente tra le più performanti. Risulta sempre più evidente che per risollevare il comparto c’è necessità di sostegni poderosi che rendano sostenibile una vera ripresa”.

L’indagine è stata effettuata dall’Istituto ACS Marketing Solutions nel periodo compreso tra il 2 e il 7 dicembre intervistando con il sistema C.A.T.I. (interviste telefoniche) un campione di 3001 italiani maggiorenni, rappresentativo di oltre 50 milioni di connazionali maggiorenni. Il campione è stato costruito in modo da rispecchiare fedelmente la popolazione di riferimento, tale da includere anche i minorenni, mediante l’assegnazione di precise quote in funzione di sesso, età, Grandi Ripartizioni Geografiche ed Ampiezza Centri.

NATALE

Saranno 10 milioni 454 mila gli italiani che si muoveranno per le vacanze di Natale.

Il 94,6% resterà in Italia contro un 5,4% che sceglierà l’estero. Tra chi rimarrà all’interno dei confini nazionali, il 68,9% non uscirà dalla propria regione di residenza.

La classifica delle destinazioni italiane preferite vede in testa la montagna (25,9% dei casi), seguita dalle città diverse da quella di residenza (25,4%), dalle città d’arte (20,0%) e dal mare (14,0%).

Per la scelta dell’alloggio, si darà priorità alla casa di parenti o amici (nel 41,8% dei casi), mentre il 26,1% opterà per il comfort dell’ospitalità alberghiera.

A Natale gli italiani in vacanza dormiranno in media 6,9 notti fuori casa per una spesa media pro-capite (comprensiva di trasporto, alloggio, cibo e divertimenti) di 804 euro (724 per chi rimarrà in Italia e 1.990 per chi andrà all’estero). Il giro d’affari sarà di circa 8,4 miliardi di euro.

Il turismo si conferma un driver eccezionale per l’economia del territorio: la gran parte della spesa dei viaggiatori sarà destinata ai pasti (27,5%) e al viaggio (21,3%). Lo shopping assorbe il 21,1% del budget, mentre solo il 13,7% sarà destinato all’alloggio.

La motivazione principale per la vacanza natalizia sarà il riposo e il relax (70,6%). Il vecchio detto “Natale con i tuoi”, comunque, rimane sempre attuale: il 47,2% degli italiani approfitterà delle feste per raggiungere la propria famiglia. Altri motivi che orientano la scelta della vacanza sono la ricerca del divertimento (21,6%) e l’abitudine (16,6%).

Durante questi giorni, le attività principali consisteranno in passeggiate (59,6%), partecipazione ad eventi enogastronomici (16,0%), escursioni e gite (14,2%) e partecipazione ad eventi tradizionali e folkloristici (7,0%).

CAPODANNO

Saranno 4 milioni 381 mila gli italiani che partiranno per Capodanno.

L’Italia sarà la meta preferita: resta nel Belpaese il 97,0% degli italiani (di cui il 73,8% rimarrà all’interno della propria regione di residenza), mentre il 3,0% opterà per l’estero.

Coloro che resteranno in Italia si dirigeranno soprattutto verso, città diverse dalla propria (44,1%), località di montagna (23,1%) e località d’arte (17,4%).

Chi va all’estero si dirigerà soprattutto verso le grandi capitali europee (83,3%) e i parchi divertimento europei (16,7%).

L’alloggio preferito è la casa di parenti/amici (per il 36,3% dei casi), seguita a ruota dagli alberghi con il 27,3%.

Si passeranno in media 3,6 notti fuori casa.

La spesa media pro-capite (comprensiva di trasporto, alloggio, cibo e divertimenti) sarà di 477 euro (462 per chi rimarrà in Italia e 938 per chi andrà all’estero), con un conseguente giro d’affari di circa 2 miliardi e 90 milioni di euro.

Anche a Capodanno la spesa si orienterà soprattutto verso i pasti (30,2%), seguita dalle spese per il pernottamento (18,4%), per il viaggio (18,2%) e per lo shopping (17,8%).

I principali motivi che portano gli italiani a far vacanza a Capodanno sono la ricerca del divertimento (62,2%) e del relax (54,2%).

Le attività principali consisteranno in passeggiate (50,2%), escursioni e gite (39,3%), partecipazione a eventi enogastronomici (23,4%) ed attività sportive (20,4%).

I MOTIVI DELLA NON VACANZA

I motivi principali che inducono il resto della popolazione italiana a non effettuare nemmeno un pernottamento fuori casa a Natale e/o Capodanno sono legati essenzialmente ai motivi economici (48,0%). Seguono i motivi familiari (34,3%) e i motivi di salute (15,8%).

Purtroppo la pandemia continua a condizionare le scelte di vacanza degli italiani: il 12,6% dichiara che non andrà in vacanza per paura del possibile contagio.

PRECONSUNTIVO 2021

Essendo giunti a metà dicembre, è possibile iniziare a tirare le somme del 2021.

Nonostante i segnali positivi che si sono registrati durante la seconda parte dell’estate nelle località di vacanza che si rivolgono principalmente alla domanda italiana, il segno meno continua a prevalere.

L’osservatorio di Federalberghi ha rilevato, nei primi undici mesi di quest’anno, un calo del 34,8% delle presenze turistiche rispetto al corrispondente periodo del 2019 (meno 52,8% per i turisti stranieri del 52,8% e meno 16% per i turisti italiani). In valori assoluti, significa che sono andate in fumo 146 milioni di presenze, di cui circa 113 milioni relative ai turisti stranieri.

Le destinazioni che soffrono maggiormente sono quelle “orfane” dei turisti stranieri.

Secondo gli ultimi dati della Banca d’Italia, nel periodo che va da gennaio ad agosto la spesa dei turisti stranieri in Italia è crollata del 61,4%, da 30,7 a 11,9 miliardi di euro.

Il tasso di occupazione camere registrato nei primi dieci mesi dell’anno da RES – STR è del 31,8% a Roma, del 34,4% a Venezia, del 34,5% a Firenze e del 35,4% a Milano. In tutte queste località, il calo rispetto al 2019 è superiore al 50%.

Ma la situazione di difficoltà è generalizzata. Basti ricordare, a titolo d’esempio, che la scorsa stagione invernale è stata completamente azzerata, che meeting e congressi sono ancora soggetti a limitazioni.

Ben che vada, il settore ricettivo italiano chiuderà il 2021 con una perdita di quasi 10 miliardi di euro, in calo di oltre il 36% rispetto al 2019. Nei due anni, la perdita complessiva è di circa 24 miliardi di euro.