Arte, anteprima della mostra “Ulisse. L’Arte e il Mito”, la 15^ (dei record) al San Domenico

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(Sesto Potere) – Forlì – 14 febbraio 2020 – Presentata oggi in conferenza stampa , ai giornalisti, la nuova mostra dei Musei San Domenico e del San Giacomo di Forlì “Ulisse. L’Arte e il Mito”, in programma da domani sabato 15 febbraio fino al prossimo 21 giugno 2020.

Presenti i curatori: Fernando Mazzocca e Fabrizio Paolucci ; il presidente del comitato scientifico Antonio Paolucci; il responsabile dei progetti espositivi della Fondazione  Gianfranco Brunelli; la  soprintendente dei Beni culturali e ambientali della provincia di Caltanissetta  Daniela Vullo e il presidente della Fondazione Carisp Roberto Pinza. Ha portato i saluti della città il sindaco di Forlì Zattini (vedi foto nella pagina).

La mostra

La mostra, un grande viaggio raccontato da Omero a De Chirico, è organizzata in 16 sezioni con 250 opere in esposizione, ripercorre la relazione tra arte e mito della figura di Ulisse, eroe simbolo della conoscenza e metafora dell’esistenza umana, attraverso l’esposizione di numerosi capolavori, dai più antichi manufatti archeologici alle opere d’arte dell’epoca greca, etrusca, romana e del medioevo, ma anche dipinti rinascimentali e installazioni contemporanee e futuristiche.

 Dallo splendido marmo della testa di Ulisse del I secolo d.C., proveniente dal Museo Archeologico di Sperlonga e appartenente al gruppo marmoreo di Atenodoro, Agisandro e Polidoro, scelta come immagine della mostra, alla testa di Polifemo del II secolo, proveniente da Torino; dalla Penelope del 1510 di Domenico Beccafumi, dalla Pinacoteca Manfrediana di Venezia, all’Ulisse di Giorgio De Chirico (1922-24) di collezione privata, sino alla Circe Invidiosa del preraffaellita John William Waterhouse che giungerà eccezionalmente a Forlì dall’Australia. A custodire l’opera è infatti la Art Gallery of South Australia di Adelaide.

In esposizione anche: Ila e le Ninfe, di Francesco Furini; Ulisse nell’isola dei Feaci, di Peter Paul Rubens; Tritone e nereide, di Max Klinger, un Gruppo di Odisseo aggrappato all’ariete, del II secolo d.C.; la Venere più sensuale della storia dell’arte : la Venere callipigia (l’Afrodite greca) in marmo, del I sec. d.C., copia da originale greco del II sec. a.C. , proveniente dal Museo Archeologico Nazionale di napoli; e poi gli Ulisse di : Giuseppe Grandi (del 1867), di Lèon Belly (1867) , di Otto Greiner (1904) ed una testa di marmo del 4-26 d.C. E ancora il fantastico  Cavallo di Troia di Mimmo Paladino.

Una mostra la cui essenza è nel XXVI canto della Divina Commedia, quello dell’Inferno in cui Dante incontra Ulisse. Questo lo spunto di una mostra che da lì parte per espandersi allo Stanley Kubrick di “2001 – Odissea nello spazio”, al capitano Acab di “Moby Dick”, alla città degli Immortali di Borges, al Tasso della “Gerusalemme liberata”, alla Ulissiade di Leopold Bloom, l’eroe del libro di Joyce che consuma il suo viaggio in un giorno, al Kafavis di “Ritorno ad Itaca”, là dove spiega che il senso del viaggio non è l’approdo ma è il viaggio stesso, con i suoi incontri e le sue avventure. 

Ulisse e le sirene di Lèon Belly

Una grande viaggio dell’arte, non solo nell’arte

Una grande storia che gli artisti hanno raccontato in meravigliose opere. La mostra racconta un itinerario senza precedenti, attraverso capolavori di ogni tempo: dall’antichità al Novecento, dal Medioevo al Rinascimento, dal naturalismo al neo-classicismo, dal Romanticismo al Simbolismo, fino alla Film art contemporanea. Un percorso emozionante, a scandire una vicenda che ci appartiene, che nello specchio di Ulisse mostra il nostro destino. Poiché Ulisse siamo noi, le nostre inquietudini, le nostre sfide, la nostra voglia di rischiare, di conoscere, di andare oltre. Muovendo alla scoperta di un “al di fuori” sconosciuto e complesso che è dentro di noi.

il de chirico

La nave greca arcaica

A segnare l’incipit, e non solo ideale, del percorso artistico e museale della mostra organizzata dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, con la regia di Gianfranco Brunelli, coordinatore dei progetti espositivi, e un gruppo di curatori di primissimo piano presieduto da Antonio Paolucci, sarà per i visitatori un ritrovamento eccezionale: la nave greca arcaica di Gela, la nave più antica del mondo che per la prima volta dopo il suo rinvenimento nei fondali marini della Sicilia viene esposta nella chiesa di San Giacomo.

Sarà quindi possibile osservare da vicino l’ossatura portante dell’imbarcazione, databile tra il VI e il V secolo a.C., rinvenuta nel 1988 nel mare di Contrada Bulala, al largo di Gela, a cinque metri di profondità. La nave non si presenta integra. Le parti recuperate raggiungono una lunghezza massima di 17 metri e una larghezza massima di 4,30. Non è stata mai individuata la porzione mancante della chiglia.

la nave greca

Sono arrivati fino a noi la ruota di poppa, il paramezzale e i madieri. Del carico rinvenuto nei fondali di Gela, fanno parte anche un cesto di vimini, un tripode in bronzo e i lingotti in oricalco, la lega metallica leggendaria e preziosa di cui narra Platone nel racconto del mito di Atlantide. Anch’essi presenti in mostra. Le operazioni di recupero di quello che scientificamente è denominato “Relitto Gela I”, sono iniziate nel 2003 e sono state particolarmente complesse, anche a causa della fragilità degli elementi e della lunga permanenza in acqua, e si sono concluse nel 2008, quando tutti i materiali rinvenuti sono stati inviati per il restauro al Mary Rose Archaeological Service di Portsmouth.

il cavallo di Troia

Le specie legnose utilizzate nella costruzione dell’imbarcazione appartengono in gran parte alle conifere e alle latifoglie, il fasciame è realizzato prevalentemente con una specie arborea diffusa in tutte le regioni del Mediterraneo dalla quale si ricava legno abbastanza leggero e di facile lavorazione, la ruota di poppa e la chiglia sono state costruite con legno di quercia, come anche alcuni madieri.
Siamo, dunque, in presenza di uno dei più emblematici ritrovamenti subacquei del patrimonio archeologico del Mediterraneo Antico che ci consente di conoscere non solo le caratteristiche dell’imbarcazione, ma la storia stessa della navigazione e le tecniche di costruzione navale impiegate dalle maestranze greche.

il simbolo della mostra : l’ Ulisse, del I sec. d.C., marmo da Sperlonga, Museo Archeologico Nazionale

Speciale Sky Art

Uno Speciale Sky Arte su “Ulisse. L’Arte e il Mito” sarà realizzato per l’occasione e andrà in onda in prima visione giovedì 12 marzo, alle ore 20.10, in prima serata e in successive 20 repliche nei mesi a seguire, fino al 21 giugno.

Arte e solidarietà

l’Afrodite Callipige

Parte del ricavato della vendita dei biglietti della mostra finanzierà  Mediafriends Onlus a sostegno di Casa Betania, il progetto di Fondazione Buon pastore Caritas di Forlì volto a ristrutturare un’antica Chiesa per riconvertirla a centro di accoglienza per giovani meno fortunati e non autonomi, che attraverso un adeguato sostegno educativo e formativo verranno aiutati a reinserirsi in società. La mostra è l’iniziativa benefica saranno promosse sulle reti Mediaset attraverso la trasmissione di 30 spot settimanali per tutto il periodo dell’esposizione. 

Nel piazzale dei Musei San Domenico il Cavallo di Troia 

All’ingresso dei Musei San Domenico, nel piazzale esterno, il cavallo di Troia, opera ‘pop’ progettata dallo Studio Lucchi & Biserni e realizzata da Defilu’s.

Info

Sito web e pagine social:
https://www.mostraulisse.it/
https://www.instagram.com/ulissearteemito/
https://www.facebook.com/mostraUlisseForli/


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