Arte, 85mila visitatori per l’Ottocento al San Domenico. E nel 2020 la mostra sul mito d’Ulisse

(Sesto Potere) – Forlì – 8 giugno 2019 –  A pochi giorni dalla conclusione della mostra: “Ottocento. L’arte dell’Italia tra Hayez e Segantini”, in corso al San Domenico fino al prossimo 16 giugno,  la Fondazione Cassa dei Risparmi e il Comune di Forlì hanno convocato questa mattina la conferenza stampa di bilancio dell’esposizione che aveva preso il via il 9 febbraio e di presentazione del nuovo evento espositivo  – dal titolo: “Ulisse. L’arte e il mito” – che sarà ospitato sempre ai Musei San Domenico ed anche al San Giacomo  nel 2020.

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Presenti in sala autorità civili e religiose , tra questi il vescovo Livio Corazza, il prefetto Antonio Corona, il questore Loretta Bignardi e il deputato forlivese del Pd Marco Di Maio.

All’incontro , che si è svolto  presso la Sala del Refettorio dei Musei San Domenico, sono  intervenuti: Davide Drei, sindaco di Forlì; Gianfranco Brunelli, Coordinatore generale Grandi Mostre Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì; Tito Nocentini, Direttore Regionale di Intesa Sanpaolo; Antonio Paolucci, Presidente Comitato scientifico; Alberto Rossetti, Direttore Civita Cultura; e Monica Fantini, vice Presidente Consiglio di

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amministrazione Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì.

“Particolarmente significativa   la visita fatta alla mostra, nei giorni scorsi, dal presidente emerito di Intesa Sanpaolo, Giovanni Bazoli, il quale oltre a ribadire la partnership delle mostre forlivesi con il progetto cultura di Intesa Sanpaolo sul piano nazionale, si è complimentato per il taglio dato alla mostra “Ottocento” sul piano storico e culturale, per la completezza degli artisti presentati e per la bellezza delle opere, alcune delle quali inedite.
“La mostra riempie un vuoto che la critica ha lasciato aperto da troppo tempo sull’arte italiana del secondo Ottocento. Si tratta di una splendida fotografia dell’Italia di allora e un luogo di comprensione delle questioni ancora aperte dell’Italia di oggi”:  si è complimentato Tito Nocentini .

Il sindaco Drei ha parlato della storia del progetto di restauro del San Domenico di Forlì , in origine un antico convento, poi sito militare e infine di proprietà e uso comunale , che prese avvio nel lontani 1996, contestualmente al piano che definiva il nuovo sistema pubblico  delle istituzioni culturali e dei relativi contenitori: “Abbiamo dato mandato per la realizzazione di nuovi lavori: la realizzazione del 4° ed ultimo stralcio , con la realizzazione del nuovo edifico a chiusura del 2° chiostro e degli interrati ad uso servizi museali, depositi attrezzati, per consentire il trasferimento dei beni contenuti ancora nella Pinacoteca Comunale”.

Monica Fantini ha ricordato che  le mostre al  San Domenico hanno portato a Forlì oltre 1,4 milioni di persone negli ultimi 14 anni e che ogni euro speso dalla Fondazione in cultura ne ha generato 2,4 fra indotto e risultato economico.  Le grandi mostre sono state e sono la nostra forza e il  punto di  orgoglio della Fondazione.

Gianfranco Brunelli ha indicato in  84-85mila la stima dei visitatori che alla fine avranno affollato i padiglioni del San Domenico, in linea con la mostra dedicata a Silvestro Lega. (Ad oggi se contano 82.598).  I cataloghi della mostra sono stati venduti in rapporto 1 visitatore su 12, rispetto ad una media di   1 su 20.  Complessivamente, in linea, nella media,  con i risultati delle altre grandi mostre delle maggiori città italiane, se si esclude Napoli con Canova ha avuto un vero e proprio exploit, mentre la nostra esposizione è nella media”.

Alberto Rossetti ha illustrato i dati di un’indagine   con 1500 interviste a campione per ottenere un profilo socio-culturale dei visitatori della mostra “un caso unico in Italia”. Da questo “censimento” emerge che: “Hanno fatto visita alla mostra del  San Domenico 500 classi scolastiche, sono stati effettuati 150 laboratori didattici, svolte visite formative per 960 docenti , 100 dirigenti della regione Emilia-Romagna e 120 guide turistiche. L’identikit del visitatore è in prevalenza femminile, con un 35% di over 65 e pensionati, 26% impiegati e 9% studenti. Proprio la componente dei giovani – grazie alle gite scolastiche – è nel trend di crescita.  I visitatori hanno raggiunto fisicamente il luogo della mostra nel  70% dei casi con un mezzo  privato, mentre il 14% ha raggiunto Forlì  in treno.  Fra coloro  che hanno raggiunto il San Domenico  il 37% rientra tra coloro che frequentano abitualmente i musei, il 55% visita una media di tre mostre l’anno, con un 8% che non aveva  mai visto una mostra in vita sua e un 29% di forestieri che non era mai venuto a Forlì.  Proprio il dato dell’elevato numero di visitatori provenienti dalle altre province dell’Emilia-Romagna e da fuori regione certifica  il boom del San Domenico,  per contro  si sconta ancora un basso numero di stranieri, segno che non si riesce ad intercettare come si potrebbe il trend in aumento di turisti che in generale visitano il nostro Paese”.

Antonio Paolucci ha illustrato il prossimo  evento espositivo, dal titolo: “Ulisse. L’arte e il mito. Il più grande viaggio mai raccontato da Omero a De Chirico” , che si terrà sempre ai Musei San Domenico ed anche al San Giacomo  nel 2020: “Volete sapere dov’è lo spunto della prossima mostra? E’ nel  Canto 26 della Divina Commedia di Dante, nell’Inferno, dove Ulisse trova posto tra i consiglieri di frode, si  all’ inganno del cavallo di Troia… Sarà una mostra ricca di opere della civiltà greca, romana, etrusca, e medioevale: con i codici miniati ed i cassoni nuziali, del barocco… fino ai moderni. Stiamo selezionando le opere , buttiamo le reti, come i pescatori romagnoli, e confidiamo che il bottino sarà buono. sarà una mostra impossibile da vedere altrove”.

In mostra – ha anticipato Paolucci – opere di grandi artisti di tutto il mondo, tra questi anche: De Chirico, Alberto Savinio, Albrecht Dürer, Rubens, Adam Fuss, Julian Beck etc…

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